“inserto d”, pagina 4
d.4 d.1 Molecole a struttura aperta.
d.2 Energia di attivazione.
d.3 Quattro indizi.
d.4 Un'altra manifestazione della materia.
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Un'altra manifestazione della materia.
.1 Dopo aver considerato tutti i fenomeni illustrati in questo sito, al fine che ogni pezzo trovi il suo posto, mi vedo costretto a postulare che, quanto chiamato finora, in forma del tutto generica, “energia di attivazione”, sia una seconda modalità di azione a raggio lungo della materia, affiancata alla gravità.
.2 Questa seconda modalità di azione a raggio lungo sarebbe caratterizzata da una frequenza, che dipenderebbe dalla velocità angolare tra due masse, in interazione di movimento.
La sua formula fisica.
.3 La sua formula sarebbe simile a quella dell'attrazione, con l'importante differenza che la distanza andrebbe elevata al cubo (come nel caso delle maree), e non al quadrato.
Campo di azione.
.4 Essa riduce quindi fortemente il proprio campo di azione con la distanza, in confronto a quanto succede con la gravità.
.5 Infatti, solo i movimenti della massa della Luna, ed in misura minore quella del Sole, avrebbero sufficiente campo per agire sulle configurazioni dell'acqua.
.6 Per quanto riguarda gli AGE nei semi, forse solo i movimenti della Luna potrebbero trovarsi ad avere campo sufficiente.
“Azione d”
.7 In via del tutto provvisoria, chiamo la “energia di attivazione” in questione “azione d” (la lettera d sta per dissipativa, la funzione principale di questa manifestazione della materia).
.8 Essa avrebbe la potenzialità di innescare dei cambi di configurazione nelle molecole a struttura aperta, purché siano soddisfatte tutte le condizioni.
In interazione con le altre forze.
.9 L'attrazione - forza della materia di lungo raggio - non ha mostrato di agire nello stesso modo discontinuo, tipico delle forze fisiche di breve raggio, né di interagire con esse. Almeno fino ad ora.

.10 Diversamente, l'“azione d” (1) si manifesterebbe in modi discontinui; ed inoltre (2) interagirebbe con il magnetismo (inserto F, in corso di riedizione per la versione 11.2).
.11 Queste due caratteristiche dell'“azione d”, se confermate, sono suscettibili di dare un ulteriore contributo alla definizione di una teoria fisica generale, e forse di suggerire il collegamento tra le forze a raggio corto, e quelle a raggio lungo.
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Qui sulla Terra, è normale.
.12 Le reazioni configurazionali che sarebbero indotte dalla “azione d” avrebbero luogo senza che appaia una spesa di energia, se non quella derivata dal movimento di masse esterne alla Terra. Un argomento che richiede un'analisi approfondita.
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.13 Quanto alle reazioni configurazionali di tipo dissipativo, sono del tutto ordinarie sul nostro pianeta, e avrebbero contribuito - assieme ad altri fattori - a far diventare la nostra Terra un luogo propizio alla vita. Il ché costituisce in pratica, per quanto ci riguarda, un caso unico.
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.14 Le reazioni dissipative inoltre contribuirebbero ora a mantenerla in quel senso, l'uomo permettendo.
La Terra senza la Luna.
.15 Le condizioni sulla Terra sarebbero del tutto diverse se non avessimo la Luna, così massiccia, così vicina.
.16 Una volta ammessa la teoria della “azione d”, si potrà ragionevolmente dedurre che, affinché un pianeta possa ospitare e mantenere essere viventi, esso deve avere un satellite, o meglio, un co-pianeta, di massa adeguata, i cui movimenti tengano controllata l'entropia dei vari sistemi. Sarebbe una conditio sine qua non.