appendice EB
“Esperimento B”: semi di girasole soggetti all'azione di un magnete.
Esperimento B: introduzione.
Oggetti utilizzati:
(le dimensioni, le quantità e i tempi hanno un valore indicativo: sono relative al protocollo di base)
.1 - semi di girasole capaci di germogliare (grammi 20, pesati con il guscio);
.2

- strumento per frantumare i semi senza guscio in grana piccola;

.3

- superficie piatta rotonda, in acciaio inox, chiamata piatto inferiore (Ø mm 124), avente in un punto della propria circonferenza un segno che indica il nord magnetico locale (meglio se anche le altre direzioni vengono indicate, in gradi, nella circonferenza esterna);

.4

- superficie piatta rotonda, chiamata piatto superiore (Ø mm 110);

.5

- magnete;

.6 - una pressa (che sia massiccia, per facilitare la dispersione di calore, impedendo così l'aumento di energia entro il sistema durante le operazioni).
Operazioni:
.7 - si liberano i semi di girasole dal loro guscio;
.8

- si frantumano detti semi in grana da 0,5 a 1,0 mm;

.9

- i semi frantumati vengono disposti uniformemente sopra il piatto inferiore, tenendo libero l'orlo per 7 mm, formando così un cerchio del diametro di 110 mm;

.10

– si posiziona il magnete sopra il piatto inferiore, con il nord in direzione del piatto, con il suo centro tenuto direttamente sopra l'orlo dei semi frantumati ad un'altezza di 25 mm.;

.11

- alla stessa altezza, si muove il magnete in senso orario (visto dall'alto) 30 volte (una volta al secondo) sopra la circonferenza del cerchio occupato dai semi frantumati;

.12

- il piatto superiore va sovrapposto ai semi frantumati sui quali si è agito con il magnete;

.13

- subito dopo, a mezzo di una pressa, si comprimono i semi frantumati, applicando la pressione con lentezza, dando tutto il tempo al calore (generato nell'applicare la pressione) di fuoriuscire dal sistema; l'operazione richiede 4-5 minuti, mentre la pressione cresce fino a 25-50 kg/cm2;

.14

- si controlla in quale punto dell'orlo scoperto (di 7 mm) del piatto inferiore fuoriescono le prime gocce d'olio;

.15 - come si constata la fuoriuscita delle prime gocce d'olio, interrompere l'applicazione della pressione, togliere il piatto superiore, e registrare il punto o i punti dove si è prodotta la maggiore quantità di olio.
Nota.
.16 Si fa notare che applicando la pressione velocemente si può superare la soglia oltre la quale l'olio si forma in più punti.
Linguaggio usato.
.17 Nel descrivere gli esiti di un esperimento 'B', trovo utile considerare il piatto inferiore un quadrante di orologio di 24 ore, ovvero il quadrante di una bussola, e registrare il punto ove appaiono le prime gocce d'olio in ore e minuti, ovvero in gradi; ed anche dire che il fenomeno anticipa nel tempo o retrocede nello spazio quando i valori (ore o gradi) diminuiscono, o al contrario, che esso ritarda nel tempo o avanza nello spazio quando i valori aumentano.
.18 Ad esempio dirò che le prime gocce d'olio si sono formate ad ore 24, 360°, nord magnetico; od ancora ad ore 6 e 4 minuti, 91° magnetici, e così via per le altre posizioni (sempre magnetiche).
Esperimenti 'B' da eseguire all'interno di finestre di tempo.
.19 Gli esperimenti del tipo 'B' vanno eseguiti, nel corso di una giornata, entro una di quelle che io chiamo “finestre di tempo”.
.20

Vi sono otto finestre di tempo per giorno.

.21

Esse non sono fisse, ma ritardano in media 50 minuti al giorno. Sembrano quasi seguire il calendarion mensile della lunazione, ma con una deriva dipendente dalla stagione.

.22 Allo stato attuale della ricerca - condotta con strumentazione approssimativa, come già detto - una finestra di tempo non appare superare i 30 minuti di durata.
Esiti dell'esperimento 'B' eseguito in periodo di seme normale.
.23 In un esperimento ‘B’, eseguito in un periodo di seme normale (non tenero), seguendo le procedure del protocollo di cui sopra, le prime gocce d'olio non si manifestano in un'area qualsiasi dell'orlo del piatto, ma in un'area specifica, in dipendenza della finestra di tempo scelta per l'esperimento.
.24

Allo stato attuale della ricerca, le "aree" appaiono essere otto, identificate con gli stessi numeri delle finestre. Le otto "aree" sono poste attorno all'orlo del piatto, approssimativamente a 45° una dall'altra.

Ad esempio, se l'area <1> si trova a 45° est, l'area <2> si troverà a 0° (nord magnetico).

.25 Nell'arco della stessa giornata, passando da una finestra di tempo alla successiva, la posizione ove si formano le prime gocce d'olio si trova retrocessa di 45°, da una “area” alla successiva.
Variando protocollo.
.26 Se l'esperimento ‘B’ non viene eseguito all'interno di una finestra di tempo, risulta indifferente eseguire o non eseguire le operazioni con il magnete; non c'è più un'area privilegiata ove fuoriesce il primo olio.
Deriva stagionale.
.27 Con il passare dei giorni, tardando gli esperimenti in conformità ai tempi di marea previsti per il punto di costa preso a riferimento, seguendo lo stesso protocollo, l'esito è pressoché eguale, salvo una deriva stagionale delle "aree" di quasi un grado al giorno, in anticipo o in ritardo secondo il procedere della stagione. Nel solstizio d'inverno, la posizione di una data "area" si trova oltre 100° avanti rispetto alla posizione che assume invece nel solstizio d'estate.
Esiti dell'esperimento 'B' eseguito in periodo di seme tenero.
.28 Quando si è in un periodo nel quale il seme è tenero, le prime gocce d'olio si possono manifestare in più di una delle otto “aree”, apparentemente in contemporanea.
.29

L'interpretazione attuale, è che, quando il seme si trova nel periodo ‘tenero’, diminuiscono gli otto valori di pressione necessari in ciascuna "area" affinché venga ceduto olio, e che detti valori tra di loro si avvicinano.

.30 Pertanto nel periodo di seme ‘tenero’ appare difficile interrompere l'applicazione della pressione prima che si manifestino le gocce d'olio in più di una "area".
© avviso di diritto d'autore