Capitolo 3, pagina 2.
3.2 3.1 Applicazioni in Agricoltura.
3.2 Il ciclo dei grassi.
3.3 Nei vivai.
3.4 Variazione di germinabilità: rischi e opportunità.
Il ciclo dei grassi nei semi.
.1 I semi di girasole, come tutti gli altri semi, sono soggetti ad un altro ciclo.
.2 Ad esso dò il nome di “ciclo dei grassi”.
.3 Si potrebbe anche chiamarlo “ciclo dell'agricoltore” perché gli agricoltori della mia regione, il Veneto, da più generazioni, ne tengono conto quando devono seminare alcuni generi di semi, se vogliono favorire lo sviluppo di parti specifiche della pianta.
Il passaggio dello spatiolo del seme.
.4 Il ciclo dei grassi viene determinato dai tempi del passaggio dello spatiolo dei semi, un'area mobile, ove viene messa meglio a fuoco l'azione del movimento della Luna, sugli AGE contenuti nei semi.
“Spatiolo” virtuale.
.5 Uno spatiolo dei semi è virtuale. In dipendenza di almeno due variabili, può diventare attivo ed indurre delle reazioni configurazionali di tipo dissipativo negli AGE dei semi.
Quantità di energia dissipata.
.6 La prima variabile è la quantità di energia che può essere dissipata. In pratica, il ciclo dei grassi diventa attivo per la variante di spatiolo che si trova nella parte del giorno, ove la temperatura sta per diminuire. E' allora che le reazioni configurazionali in senso dissipativo possono aver luogo in gran numero, in quanto l'energia di risulta, per lo più sotto forma di calore, può essere dispersa agevolmente.
Quando lo “spatiolo” diventa attivo.
.7 La seconda variabile appare essere il valore di vicinanza dello spatiolo (parte mobile) ad una delle “finestre di tempo” (parti semi fisse), che può arrivare alla perfetta coincidenza.
.8 Nella zona ove è è avvenuta la ricerca, appaiono esserci 16 finestre di tempo per ogni giorno naturale, una ogni 90 minuti naturali, non convenzionali.
Varianti dello spatiolo del seme.
.9 In un sistema bi-diurno, ove lo spatiolo passa due volte al giorno, detto spatiolo si declina in due varianti principali, chiamate “spatiolo in contesto A” e “spatiolo in contesto E”, o, più brevemente, “spatiolo A”, e “spatiolo E”.
.10 (Le lettere B, C, D, F, G, H sono state riservate per altri sei varianti, la cui esistenza non è stata ancora esclusa; possono rimanere dei semplici artefatti dello “esperimento B”).
.11 Lo “spatiolo A” viene anche chiamato “spatiolo forte”, in quanto è allora che le caratteristiche genetiche sembrano meglio trasmesse; nel senso che la parte della pianta meglio servita è il seme. Di converso, lo “spatiolo E” è chiamato anche “spatiolo debole”, pur potendo esso adempiere a funzioni importanti, ancora da scoprire.
.12 Dette varianti dipendono dalle posizioni della Luna, in senso retrogrado.
I tempi di passaggio dello spatiolo.
.13 I tempi di passaggio dello spatiolo, nelle sue varianti, dovrebbero dipendere dalla località (affermazione non provata da esperimenti che dovrebbero aver luogo in diverse località della Terra).
.14 Lo “spatiolo A” è opposto allo “spatiolo E”.
.15 Per esempio, nella zona degli esperimenti, quando la Luna è nella fase di piena, lo “spatiolo in contesto A” passa attorno alle ore 16, mentre lo “spatiolo in contesto E” ha luogo verso le ore 4 del mattino.
.16
Con il passare dei giorni, lo spatiolo dei semi anticipa. Alla luna nuova, lo “spatiolo A” si troverà vicino alle ore quattro del mattino.
Varianti attive dello spatiolo dei semi.
.17 Pertanto nelle località degli esperimenti, lo “spatiolo A” è attivo soprattutto durante il periodo tra la luna nuova e la luna piena (crescer di luna).
.18 Lo spatiolo in contesto opposto, “spatiolo E”, sarà attivo soprattutto dalla Luna Piena alla Luna nuova (calar di luna).
.19 Naturalmente, in alcuni giorni, lo spatiolo può diventare attivo in ambedue i contesti, sempre che possa avvalersi di un flusso dissipativo adeguato in ambedue i passaggi.