|
Capitolo 4, pagina 8.
|
||
| 4.8 | 4.1 La rappresentazione delle maree. 4.2 Due modi di spiegare le maree. 4.3 Valori di attrazione troppo piccoli. 4.4 Direzione delle onde di marea. 4.5 I continenti sono di ostacolo / non sono di ostacolo. 4.6 Numero di onde di marea. 4.7 Onde di marea e punti sublunari. 4.8 La formula fisica da applicare alle maree. 4.9 Quando Terra, Luna e Sole sono allineati. 4.10 Le diverse cadenze delle maree. |
|
|
||| indice generale
|
||
| La formula fisica da applicare alle maree. |
||
| Circa la formula fisica da applicare alle maree, i due modi di esporre il fenomeno si trovano in accordo forzato, grazie ad una spiegazione ad hoc, salva teoria corrente. |
||
| L'attrazione sulle acque degli oceani. |
||
| .1 | La forza di attrazione tra due corpi diminuisce in proporzione al quadrato della distanza che vi è tra di loro. |
|
| .2 | Applicando detta legge, tra attrazione del Sole esercitata sull'acqua degli oceani e attrazione della Luna sulla stessa acqua c'è un rapporto medio di 1 (per il Sole) a 0,0056 (per la Luna). |
|
| .3 | Detto in altro modo, la forza di attrazione esercitata sulle acque degli oceani dal Sole è mediamente circa 178 volte la forza di attrazione della Luna. |
|
| #04 - La formula fisica da applicare alle maree. |
||
| .4 | Tuttavia, è la Luna che più contribuisce al fenomeno marea, mediamente più del doppio rispetto al Sole (Sole 1; Luna > 2,19). |
|
| .5 | Considerando il valore delle masse, la forza responsabile delle maree diminuisce la sua azione, non già in proporzione alla distanza tra le masse che la generano elevata al quadrato, ma diminuisce con l'aumento di detta distanza elevata al cubo. |
|
| .6 | I due modi di spiegare le maree, quello corrente e quello qui chiamato induttivo, concordano sul testo dato in questa pagina, fino a questo punto. |
|
| L'approccio corrente su questo punto. |
||
| .7 | Le maree sono dovute al variare dell'attrazione prodotta dalle due masse di Luna e Sole sulle acque degli oceani della Terra, come questa gira sul proprio asse. |
|
| .8 | Tuttavia, nel caso delle maree, si deve applicare una formula diversa da quella normale dell'attrazione: che l'azione esercitata dai due corpi sull'acqua della Terra diminuisce in proporzione della distanza elevata al cubo. |
|
| .9 | Ciò è dovuto al fatto che, limitatamente al solo caso delle maree, l'importante risulta essere il variare delle forze in gioco, il gradiente, e non le forze in se stesse. |
|
| .10 | Infatti, la distanza del Sole dalla Terra è talmente elevata, che la differenza della sua attrazione, nei vari punti sul nostro pianeta, si riduce a ben poca cosa. |
|
| .11 | Non così la differenza dell'attrazione esercitata dalla Luna sui vari punti degli oceani; differenza significativa. |
|
| .12 | Un'analisi quantitativa ha mostrato che le differenze delle forze di gravitazione sui vari punti della superfice terrestre sono proporzionali al cubo delle distanze Sole-Terra e Terra-Luna (M. Tomczak, 1996). |
|
|
Commenti.
|
||
| .13 | (approccio induttivo) Quanto affermato sopra, al paragrafo 9, è del tutto arbitrario, per almeno tre considerazioni. |
|
|
1 - Contro l'universalità delle leggi fisiche.
|
||
| .14 | Prima di tutto, perché ciò andrebbe contro il principio dell'uniformità universale delle leggi fisiche. | |
| .15 | Sarebbe come tornare a prima di Galileo, quando si poteva proporre spiegazioni ad hoc, come, ad esempio, quella degli epicicli. |
|
|
2 - Unità di spazio di una marea.
|
||
| .16 | Anche se si ammettesse, provvisoriamente, che è il gradiente di variazione delle forze di attrazione, e non le forze in se stesse, a determinare le maree, l'analisi del §12 non avrebbe senso, in quanto l'unità di spazio della marea, ove si svolge, dall'inizio di ciascun ciclo, alla sua fine, non è la Terra. |
|
| .17 | Ciascun bacino ha la sua marea, autonoma rispetto alle altre, in corso negli altri bacini, in contemporanea. |
|
| .18 | Ciò va detto indipendentemente dal fatto che la teoria, presentata al prossimo capitolo, si riveli corretta, o meno. |
|
|
3 - Lo stesso principio fisico non trova altri riscontri.
|
||
| .19 | Se fosse vero quanto affermato al paragrafo 9, si potrebbero escogitare meravigliosi esperimenti straordinari, ed utili. | |
| .20 | Magari mettere a punto macchine, di ridotto consumo di energia, traendo profitto dal fatto che, la variazione di gravità, da un punto ad un altro, farebbe premio sulla gravità stessa, e non in piccola misura. |
|
|
segue ||| © avviso di copyright
|