Capitolo 5, pagina 1
5.1 5.1 La causa delle maree.
5.2 Gli spatioli delle maree.
5.3 I bacini di marea.
5.4 Il meccanismo di una marea.
5.5 I tempi di una marea.
5.6 Estensione di un bacino di marea.
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Introduzione.
Sulla base di osservazioni, confortate per analogia da esperimenti sugli AGE contenuti nei semi, vengono ora presentati alcuni punti - a parziale integrazione di quanto già detto finora - seguendo l'approccio di considerare il fenomeno marea, come conseguenza del variare della densità dell'acqua.
Causa delle maree (ipotesi alternativa).
.1 Le molecole d'acqua si comportano come strutture aperte, in quanto soggette ad avere variate le proprie configurazioni.
.2 Una delle conseguenze sarebbe la variazione della densità dell'acqua, che avrebbe luogo nei diversi settori di un mare, di un oceano, in tempi successivi, in dipendenza delle posizioni di Luna e Sole, all'interno di un ciclo di marea, che può avere una cadenza diurna, o bi-diurna.
.3 Detti processi potrebbero essere indotti da movimenti discontinui di Luna e Sole, analogamente a quanto succederebbe, mutatis mutandis, negli acidi grassi essenziali contenuti nei semi vegetali (vedere capitolo 2).
Oltre date soglie, si manifestano le figure d’acqua.
Figure d'acqua modellate dalle correnti, nella laguna di Venezia (ripresa da Google Earth).
#19 - Le figure d'acqua.
.4 La diminuzione di densità e l'aumento di volume darebbero luogo, tra l'altro, ai fenomeni da me chiamati “figure d'acqua”, e presentati nel primo capitolo.
.5 Esse si manifesterebbero quando degli insiemi di molecole d'acqua, grazie alle loro configurazioini ordinate, raggiungono e superano date soglie di coordinamento nello spazio.
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