Capitolo 5, pagina 6
5.6 5.1 La causa delle maree.
5.2 Gli spatioli delle maree.
5.3 I bacini di marea.
5.4 Il meccanismo di una marea.
5.5 I tempi di una marea.
5.6 Estensione di un bacino di marea.
||| indice generale
Un oceano profondo ed esteso.
.1 Si consideri l'Oceano Pacifico. Esso è molto profondo, ed ospita diversi grandi bacini di marea.
Figura
nr. 1
Un mare poco profondo, e poco esteso.
.2 Il mare del Nord, poco esteso, poco profondo, ospita tre piccoli bacini di marea.
Figura
nr. 2
#16 - Profondità ed estensione di un bacino.
.3 Già ad una prima analisi, la profondità e la conformazione di ciascun bacino appaiono determinarne l'estensione.
La marea in fase di generazione.
.4 La generazione della marea consisterebbe nella diminuzione della densità dell'acqua (pagina 5.1).
.5 Essa può aver luogo ovunque all'interno di un bacino, in qualsiasi momento; ma il fenomeno diventa importante e significativo al passaggio degli spatioli (pagina 5.2), quando l'azione degli astri generatori è messa meglio a fuoco.
.6 Il ché va a produrre delle differenze nella pressione e nei livelli dell'acqua, all'interno di un bacino.
Il riequilibrio delle differenze.
.7 Per quanto riguarda la pressione, essa tende a equilibrarsi con i fronti di spinta (pagina 5.4).
.8 Per quanto riguarda invece le differenze nei livelli dell'acqua, queste tendono a compensarsi attraverso lo spostamento fisico dell'acqua.
Direzione dei riequilibri.
.9 Lo ristabilirsi degli equilibri (di pressione e di livello) avviene in una direzione che cambia di continuo, secondo l'ora all'interno dei cicli di marea.
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.10 Se i processi di riequilibrio appaiono fermarsi, è solo per poco, che subito nuovi disequilibri si creano, a seguito del variare senza fine delle posizioni relative di Luna e Sole.
Delimitazione del campo d'azione.
.11 Il campo delle azioni di riequilibrio senza fine - della pressione e dei livelli dell'acqua - è chiamato bacino di marea.
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.12 Lo spazio ove si svolge detto riequilibrio senza fine è delimitato, al numeratore, dalle velocità delle compensazioni dei disequilibri, e, al denominatore, dai tempi del ciclo locale di marea, che può risultare diurno, o bi-diurno.
.13 Pertanto, in generale, più elevate sono le velocità delle compensazioni, più grande il bacino di marea.
La dimensione spazio-tempo di un bacino.
.14 In altri termini, il limite di un bacino è il momento ove le compensazioni non sono più necessarie, in quanto un nuovo ciclo di marea interviene, creando nuovi disequilibri.
.15 Dato che la profondità e la conformazione di un bacino possono essere considerati costanti, almeno per quanto ci riguarda, la sua dimensione spazio-tempo rimane costante, come pure le sue risposte alle varie situazioni astronomiche, fatta astrazione delle condizioni meteo.
Due velocità di compensazione.
.16 Dato che la velocità di compensazione, per spostamento fisico dell'acqua, è molto ridotta, il fattore determinante rimane la velocità dei fronti di spinta.
.17 I valori originali delle velocità dei fronti di spinta dipenderebbero dalla profondità dell'acqua, ove sono stati generati; la loro trasmissione pure ne dipenderebbe.
.18 Più a lungo i fronti di spinta si mantengono tali - prima di trasformarsi nei molto più lenti componenti d'onda di marea, al restringersi degli spazi di trasmissione - più grande il bacino.
Alla fine di questo capitolo.
.19 Alla fine di questo capitolo, consiglio il lettore di riconsiderare attentamente il filmato delle maree, a mo' di ripasso di quanto detto.
Le maree viste dall'alto,
NASA \ PO.DAAC.
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