2.2.7 - Problemi di percezione.

Quando sei riuscito ad essere presente a diversi eventi discontinui nell’acqua, non te ne sei accorto, perché la nostra mente non è fatta per percepire l’insolito.

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prologo > indice maree > 2.2 Come iniziò questa ricerca sulle maree.

2.2.0 - Titolo, sottotitolo e avvertenza.
2.2.1 - Introduzione ad una ricerca ai suoi inizi.
2.2.2 - Problemi da risolvere.
2.2.3
- Una forza non considerata.
2.2.4 - L'attenzione viene portata sull'acqua.
2.2.5 - A caccia di eventi discontinui.
2.2.6 - Le figure d'acqua.
>2.2.7 - Problemi di percezione.
2.2.8 - Prospettive.

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Nell'ipotesi che anche l'acqua utilizzasse la “forza d” per eseguire processi cumulativi dissipativi, tu pensavi di aver già capito le condizioni alle quali la generazione della marea poteva essere amplificata.

Davi per scontato che il segreto sarebbe stato rivelato, grazie ad un evento di discontinuità nell'acqua, come è avvenuto con gli acidi grassi dei semi di girasole, divenuti teneri o perfino fluidi, in un attimo.

Tu ti sei recato a molti potenziali appuntamenti, durante i quali tu ti aspettavi un evento di discontinuità. Quando però sei riuscito ad essere presente a diversi tali eventi, non te ne sei accorto.

La tua mente non percepisce l'insolito.

Ci hai messo del tempo per capire che la tua mente non percepiva esattamente quello che stava per succedere.

Te ne sei accorto, quando, sul monitor della cinepresa, hai visto che essa stava per registrare qualcosa di molto diverso, rispetto a quanto stavi per vedere direttamente, nello stesso tempo.

In quel momento hai capito come noi umani non riusciamo a percepire l'insolito, quando in netto contrasto con la nostra precedente esperienza.

Hai allora pure capito una delle ragioni del perché la causa delle maree è rimasta nascosta tanto a lungo.

Le prime idee occupano lo spazio.

Ti sei trovato alle prese con quanto diceva Jean Fourastié, che l’uomo vede ciò che si aspetta di vedere. Egli non percepisce che quello che è in accordo con quanto è già nel contenuto del suo pensiero.

Le idee che arrivano per prime occupano lo spazio, e bloccano il cervello a loro vantaggio, vietando l’accesso a quelle che non sono arrivate in tempo. Tra di loro, le idee sono intolleranti.

Materiale per una teoria sulla percezione.

Sembra che alcune figure d'acqua le escludiamo dalla nostra visione. Semplicemente non le percepiamo come sono, perché la nostra mente non è in grado di spiegarle.

Lusenzo è al centro di una città di quarantanove mila abitanti. Il luogo ove sono avvenute le registrazioni è frequentato, essendo un giardino pubblico. Per quanto ne sai, nessuno si accorge del fenomeno. Oppure, nessuno ci dà importanza.

Quando non c'è vento, né passaggio di barche, la nostra mente è riluttante ad accettare di vedere onde spontanee, cioè quelle che si stanno sviluppando senza una causa apparente.

È proprio vero - come dicono - che tutto quello che ciascuno vede è sempre una sua interpretazione, quanto più probabile e possibile, elaborata in coerenza con la base della propria esperienza, e con il modo di pensare.

Figure d'acqua viste fuori contesto.

La mente ti inganna quando vedi questo tipo di figure d'acqua nel contesto. Fuori dal contesto, una volta registrato il tutto su foto e video, hai qualche possibilità in più di avvicinarti a quanto sta per succedere.

Per quanto riguarda le varie figure d'acqua, ogni persona ha diversi problemi di percezione, quando essa le vede direttamente, ma anche quando le guarda in un video.

Quando ci si abitua alle figure d'acqua, i problemi di percezione dovrebbero tendere a diminuire, man mano che vanno a far parte della propria esperienza. Questa capacità di acquisizione varia da persona a persona.

Certo, alcuni video che hai messo in internet non rappresentano ciò che una persona può vedere, ad occhio nudo, se va a Lusenzo; ma solo ciò che potrebbe vedere attraverso il monitor della sua cinepresa, o meglio, dopo, quando va nella tranquillità della sua casa, e visiona quanto registrato, con calma e somma attenzione.

Insomma, quanto potrà vedere dipenderà dalla sua passata esperienza ed elaborazione, ambedue del tutto personali.

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I problemi di percezione che hai avuto con le figure d'acqua tu li hai trattati dalla pagina www.tournesol.net/it-p/ItP1.htm.

Finora hai già individuato sette differenze tra le normali onde d'acqua, quelle causate dal vento o da una barca, e quelle che tu chiami "onde d’acqua a densità variabile" (vedere pagina 2.3.8).

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