Itinerario 2.3, pagina 2.

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2.3.2 - Il test Z prende forma.

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Condizioni per rendere visibile la formazione della marea.

Come già detto, la formazione della marea è un fenomeno di norma nascosto, perché coinvolge poche molecole d'acqua per volta.

Vi sono delle condizioni che rendono gli effetti della forza d sull'acqua visibili. È quando si formano delle “figure d'acqua”.

Per registrare questo fenomeno, si procede a dei test chiamati “test Z”, intesi a rilevare i valori di velocità angolare critica della Luna, ai quali l'acqua manifesta di essere indotta ai processi cumulativi dissipativi. Ciò è possibile quando sono rispettate nello stesso tempo anche altre condizioni.

Condizioni favorevoli per il test Z.

1 - Valori critici di velocità angolare.

In un “test Z”, si vuole sincronizzare molte molecole d'acqua allo stesso valore di movimento angolare rispetto alla Luna. Naturalmente, si avrà un risultato solo in concomitanza ad un valore di velocità angolare della Luna, critico per le molecole dell'acqua, che sia anche di lunga durata.

Più si è vicino ad una delle velocità angolari critiche, gli eventi discontinui, che aspettavo, diventano numerosi, e gli effetti sono amplificati, con la formazione di protubernze d'acqua, disposte in griglie più o meno disposte in modo ordinato.

2 - Variazione della velocità angolare.

Infatti degli eventi discontinui possono essere registrati quando la variazione della velocità angolare della Luna è ridotta a zero, o vicina allo zero. Questo può succedere ai punti a, b, c, e d del calendario preparato per i semi. Quando capita un valore critico, esso rimane per abbastanza tempo.

Velocità angolare, data come media oraria per ciascun giorno, del recupero del ritardo della Luna, nel suo giro attorno alla Terra, definito in 86400 secondi, ed eseguito in un mese siderale.

È solo allora, che c’è la possibilità che un valore critico di velocità angolare, quando ne capita uno di valido per la molecola dell'acqua, si mantenga per un tempo significativo. In modo che i processi indotti dalla forza d diventino numerosi, e che gli effetti si manifestino chiaramente.

3 - Scambi termici.

Diversamente da quanto succede nei semi, fermi rispetto al suolo, é bene precisare che nell'acqua liquida, ove le molecole possono muoversi ciascuna per conto proprio, lo scambio termico può avvenire tra molecole in fase cumulativa, con quelle in fase dissipativa, quasi nello stesso tempo.

È mia interpretazione che ciò avvenga in tempi più o meno coordinati. Quando la coordinazione dei tempi è massima, le “figure d'acqua” assumono la forma di onde di densità.

Gli scambi di calore sono favoriti dalla profondità dell'acqua, e dal suo rinnovo ad ogni ciclo di marea.

4 - Acqua profonda, quasi ferma.

L'osservazione va eseguita in uno specchio d'acqua sufficientemente profondo.

Quanto più ridotto è il movimento dell'acqua, quante più molecole, per singolo evento, si trovano ad interagire con la Luna alla stessa velocità angolare.

Acqua non stagnante.

Come appena detto, l'acqua vi deve essere quanto più possibile ferma. Però essa non deve essere stagnante, ma rinnovata ad ogni ciclo di marea, al fine di facilitare i necessari scambi termodinamici tra molecole.

Senza detti scambi, la forza d, generata dal movimento angulare rispetto alla Luna (o al Sole), non ha effetti.

Condizioni avverse.

1 - Il vento.

Ed in fine, non ci deve essere vento. Esso non deve superare i 3 km/hr. In modo che quelle che io chiamo “figure d’acqua” non siano alterate.

Il vento è la maggiore causa di mancati appuntamenti con la Luna. Esso (a => 0,5 m/sec) impedisce la formazione corretta delle figure d'acqua.

Figure d'acqua alterate da un vento di 2 m/s.

L070712u1100

2 - Passaggio di natanti.

Pure le onde dovute al passaggio di un natante le disturbano.

3 e 4 - Effetti deprimenti.

La distanza della Luna dalla Terra ha effetto deprimente sul fenomeno.

Anche la distanza dallo spatiolo, cioè da quando l’azione della Luna è messa meglio a fuoco, ha effetto deprimente.

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segue 2.3.3

Le pagine dell'itinerario 2.3.

2.3.1 Ciclo cumulativo dissipativo nell'acqua.
2.3.2 Il test Z prende forma.
2.3.3 Osservatorio naturale per lo studio delle maree.
2.3.4 Il test Z: amplificare un fenomeno nascosto.
2.3.5 Le figure d'acqua.
2.3.6 Onde di densità.
2.3.7 Altri casi significativi.
2.3.8 Differenze tra onde ordinarie e onde di densità.
2.3.9
Proposta di un osservatorio per lo studio delle maree.

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