Itinerario 2.4, pagina 1.

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Introduzione.

Le “figure d'acqua”, analizzate durante l'itinerario 2.3, hanno suggerito la possibilità che esse siano le testimoni del modo nel quale le maree vengono generate, grazie a filmati registrati presso l'“osservatorio naturale per lo studio delle maree” a Lusenzo, non lontano da Venezia.

Le maree sarebbero generate per diminuzione della densità dell'acqua, a seguito di una modifica della configurazione della molecola, indotta dal movimento rispetto a Luna e Sole (forza d), a valori discontinui critici di velocità angolare, purché vi siano anche gli scambi di calore, coerenti con la tendenza del movimento.

Questa ipotesi di partenza - simile a quella applicata agli acidi grassi nei semi, confortata da osservazioni ed esperimenti - ha dato vita ad un'analisi degli argomenti portati a sostegno della teoria corrente sulle maree.

Primo confronto sulle maree.

Il primo confronto (nella pagina seguente) è tra due rappresentazioni delle maree, differenti, anche se date da due gruppi, ambedue a favore della teoria corrente sulle maree.

Teoria del primo gruppo.

Il primo gruppo è partito dalla causa supposta, la gravità. Dopo, hanno descritto le maree come dovrebbero comportarsi, senza preoccuparsi di andare a vedere cosa succede per davvero sul campo.

In tal modo, la teoria di questo gruppo si è trovata in disaccordo con i fatti, anche fondamentali, in particolare su quattrro punti. Alla fine, si sono visti costretti a giustificare la teoria con una serie di proposizioni ad hoc, ovvero a chiedere indulgenza, data la complessità della materia.

Atteggiamento del secondo gruppo.

Il secondo gruppo si limita a dare i dati sul comportamento delle maree, lasciando la teoria sullo sfondo, evitando di metterne a nudo le incoerenze.

Tra il secondo gruppo, c'è da menzionare la NASA\ PO.DAAC. Sono stati di fondamentale aiuto nella mia ricerca, con il loro film ove vengono rappresentate le maree viste dall'alto.

Nel secondo gruppo, vi sono pure i marinai, i quali hanno da sempre avuto bisogno di stabilire i tempi di più facile accesso ai porti, specifici per ciascuna località.

Una volta affermatasi la teoria sulle maree, essi si sono limitati a stabilire, quasi in silenzio, delle differenze tra teoria e pratica, per quanto riguarda gli orari dell'alta marea.

Essi hanno elencato a loro uso le “ore di porto”, come scostamenti tra onda di marea, ed i passaggi della Luna sui meridiani, implicitamente negando la validità della teoria corrente.

A favore di un approccio induttivo.

Il secondo gruppo è diventato il migliore alleato nell'analisi, presentata come ipotesi nell'itinerario 2.3, e ricerca delle prove, secondo un approccio per lo più di tipo induttivo. Senza di loro, questo studio sarebbe stato molto più difficile.

I dati, forniti dal secondo gruppo, sono compatibili con il meccanismo delle maree, proposto nell'itinerario 2.6.

Il resto dell'itinerario 2.4.

Le pagine 3 e 4 del presente itinerario hanno per oggetto la formula fisica valida per le maree, differente da quella della gravità, ed il rapporto delle forze.

Le pagine 5 e 6 di questo itinerario trattano del numero di onde di marea, e delle unità di spazio delle maree.

Nelle pagine 7 e 8 di questo itinerario, sono messe in evidenza due caratteristiche delle maree, del tutto incompatibili con la teoria corrente.

Codice colori (valido solo per l'itinerario 2.4).

[P1] Proposizioni del primo gruppo (testo in colore rosso mattone).

[P2] Proposizioni neutre e proposizioni del secondo gruppo (testo in nero).

[P3] Proposizioni secondo un approccio per lo più di tipo induttivo (testo in colore blù).

segue 2.4.2

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quattro punti; forza d;

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Le pagine dell'itinerario 2.4:

2.4.1 Confronto sulle maree - introduzione.
2.4.2 Due differenti descrizioni delle maree.
2.4.3 La formula fisica valida per le maree.
2.4.4 Il rapporto delle forze.
2.4.5 Numero delle onde di marea.
2.4.6 Unità di spazio di un'onda di marea.
2.4.7
Quando Terra, Luna e Sole sono allineati.
2.4.8
Le diverse cadenze delle maree.

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