2.4.4 - Il rapporto delle forze.

Sulle acque degli oceani, l'attrazione della Luna è circa nove milionesimi di quella esercitata dalla Terra sulla stessa acqua.

=============================================================

© avviso di diritto d'autore ||| english ||| français

prologo > indice maree > 2.4 Confronto sulle maree.

2.4.1 Confronto sulle maree - introduzione.
2.4.2
Due differenti descrizioni delle maree.
2.4.3
La formula fisica valida per le maree.
>2.4.4 Il rapporto delle forze.
2.4.5
Numero delle onde di marea.
2.4.6
Unità di spazio di un'onda di marea.
2.4.7
Quando Terra, Luna e Sole sono allineati.
2.4.8
Le diverse cadenze delle maree.

Codice proposizioni: [P0] neutre; [P1] della teoria corrente; [P2] hanno favorito l'approccio induttivo; [P3] approccio induttivo.

=============================================================

Il rapporto delle forze in gioco.

[P3] Limitiamoci a considerare il rapporto tra l'attrazione esercitata dalla Terra sulle acque dei propri oceani, e quella della Luna sulle stesse acque.

La Terra attrae le proprie acque nove milioni di volte più di quanto faccia la Luna.

[P2] Il rapporto è di 1 : 1,14 x10-7.
[in "ocean" Encyclopædia Britannica Online.
<http://www.eb.co.uk:195/bol/topic?eu=115014&sctn=6>
[Accessed September 1 1999]].

[P3] Una domanda allora s'impone: come sia possibile che un così piccolo valore di attrazione, da parte della Luna, abbia un così grande effetto?

[P1] La componente verticale sarebbe di per sé del tutto insufficiente a sollevare l'acqua dell'oceano. Tuttavia ...

Componente orizzontale.

[P1] ... la forza efficace è quella della componente orizzontale, la quale attira le acque di superficie di mari e oceani verso ovest.

Alla componente orizzontale, non si oppone la gravità della Terra [sic]. Così, le due onde di marea si spostano verso ovest, da un meridiano al successivo.

[P3] Invero, grazie ai satelliti, ora sappiamo che vi è un'onda di marea per ogni bacino; ognuna di esse non si sposta verso ovest, da un meridiano al successivo, ma in modo grossomodo circolare, all'interno del suo proprio bacino (vedere pagina 2.4.6).

segue