Itinerario 2.6, pagina 3.

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Il fenomeno marea sarebbe dovuto alla variazione della densità dell'acqua.


Generazione della marea.

La generazione della marea consisterebbe nella diminuzione della densità dell'acqua, che avrebbe luogo via uniformazione delle configurazioni delle molecole, all'interno di più o meno grandi insiemi. Maggiore l'uniformazione, maggiore sarebbe il volume occupato.

Le molecole d'acqua sarebbero in grado di variare le proprie configurazioni, tramite processi cumulativi e dissipativi, indotti dalla forza d.

A valori critici.

Questa forza è generata dal movimento rispetto ad altra materia, a valori critici di velocità angolare.

Questa forza è la stessa che permette ai semi di rimanere germinabili nel tempo.

La forza d viene fornita, in processi distinti, dai movimenti rispetto a Terra, Luna, Sole. Quelli dovuti al movimento rispetto alla Terra sono diffusi.

Invece quelli dovuti al movimento rispetto a Luna e Sole hanno luogo, all'interno di ciascun bacino, in luoghi diversi, in tempi diversi. Ciò genera la variazione dei volumi dell'acqua in luogi diversi, in tempi diversi. È il fenomeno della marea.

Visibilità dei processi.

Essendo l'acqua un liquido, quindi molecole in movimento, la forza d vi opera in momenti diffusi. Difficile vederne gli effetti, per mancanza di contrasto tra momenti succesivi.

Salvo quando il movimento dell'acqua, rispetto alla materia circostante, è ridotto. Come suggerito dalla formazione delle figure d'acqua (protuberanze) quando il movimento dell'acqua è ridotto (vedi itinerario 2.3).

La grandezza dei bacini di marea.

C’è una correlazione tra profondità di un bacino e la sua grandezza.

Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, in fase di generazione della marea, le molecole d’acqua aumentano il loro volume, e generano dei fronti di spinta verso altre molecole, e quest’ultime verso altre ancora, e così di seguito a catena. Maggiore la profondità, più numerose le molecole che generano i fronti di spinta, più veloci questi fronti, maggiore l’estensione del bacino.

Gli spatioli.

Ad un dato momento, all'interno di ciascun bacino di marea, la generazione della marea, intesa come diminuzione di densità dell'acqua, sarebbe più accentuata in due aree chiamate spatioli - dal latino spatiolum, qui definito come “piccolo spazio in movimento”.

Per ciascun bacino, c'è lo spatiolo ove viene messo meglio a fuoco l'azione della Luna, e quello ove viene messo meglio a fuoco l'azione del Sole.

All'interno di ciascun bacino, questi due spatioli variano posizione attorno al punto anfidromico, come conseguenza del variare delle posizioni di Luna e Sole.

Tanto più i due spatioli si trovano vicini, tanto più ci sarà differenza tra i livelli minimi e massimi della marea, all'interno di un ciclo.

Come si muovono i due spatioli.

All'interno di ciascun bacino, i due spatioli si muovono in senso anti-orario, se nell'emisfero nord, in senso orario, se nell'emisfero sud.

Cadenza della marea.

Un ciclo di marea può avere una cadenza diurna, o bi-diurna, presumibilmente a causa di caratteristiche magnetiche locali, come suggerito, per analogia, dall'interpretazione degli esiti dell'“esperimento B”, sui semi di girasole.

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cadenza; esperimento B; forza d; spatioli; critici;

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segue

Indice dell'itinerario 2.6.

2.6.1 Il meccanismo delle maree - introduzione.
2.6.2 I bacini di marea.
2.6.3 La generazione della marea.
2.6.4 Variazione del livello dell'acqua.
2.6.5 Proprietà delle onde di marea.