Effetti del movimento della Luna su semi e maree.

edizione 20.1 - 2020-10-01 ||| © avviso di diritto d'autore

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Prologo.

Nel febbraio del 1943, Erwin Schrœdinger ipotizzò l’esistenza di una specie di “free energy” (energia gratuita), che, una volta scoperta, sarebbe andata a sanare la contraddizione tra il rifiorire della vita, e la seconda legge della termodinamica.

Infatti, in virtù di questa legge, ogni processo, richiesto per mantenere bassa l’entropia, al fine di mantenerci in vita, comporta il progressivo degrado dello stock delle energie disponibili, le quali sono limitate. Ciò comporta il degrado delle energie disponibili, con conseguente involuzione delle forme di vita, in strutture sempre meno complesse. Fino ad una condizione chiamata “morte del calore”, quando non vi sarà più energia per nessun processo vitale.

È proprio il contrario di quello che succede qui sulla Terra. O ha ragione Clausius, o Darwin. Non tutti e due.

Ecco che ora i semi ci rivelano che la funzione, attribuita da Erwin Schrœdinger alla “free energy”, viene invece svolta da una forza conseguente del loro movimento rispetto a dell'altra materia; il ché, a due condizioni, può innescare dei processi o cumulativi, o dissipativi.

Infatti, detti processi hanno luogo solo a valori critici di velocità angolare, e quindi solo durante brevi episodi d'interazione, purché accompagnati da scambi di calore in direzione coerente con la fase, prima in senso cumulativo, verso i semi quando detta velocità sta aumentando (fase cumulativa), dopo in senso dissipativo, fuori dai semi, quando invece il movimento sta diminuendo (fase dissipativa).

Alla fine del ciclo, nel seme si ha diminuzione di entropia, con recupero ed aumento di germinabilità, senza degrado dell'energia, prima presa in prestito, ma poi restituita,

Introduzione alle tre parti dela sezione 2.

Nella prima parte di questa sezione, presento il modo con il quale i semi riescono a mantenersi germinabili a lungo, grazie al loro ciclo cumulativo-dissipativo.

Questa scoperta ha dato origine ad una procedura di dominio pubblico, la quale consiste nel seguire modi e tempi di semina come richiesti dal ciclo, con conseguente aumento significativo dei raccolti, invece di lasciare tutto al caso, come succede correntemente.

Nella seconda parte della sezione 2 viene presentata l'interpretazione della fisica del ciclo. La stessa interpretazione aiuta nel migliorare l'efficacia del ciclo nei semi.

Infine, nella terza parte della sezione 2 viene reinterpretato il fenomeno delle maree, alla luce della stessa teoria; che anche loro sarebbero conseguenti a processi cumulativi-dissipativi.

1 - Aumentare la capacità germinativa dei semi.

Uno dei punti, dai quali è partita questa ricerca, è stato il desiderio di capire la ragione per la quale le minime e le massime dei raccolti - come pure di conseguenza quelle dei prezzi di mercato - hanno tendenza a variare in modo ricorrente, nel corso di periodi di 18,6 anni.

Grazie ad una serie di osservazioni ed esperimenti, sono arrivato alla conclusione che i semi si avvalgono del ciclo cumulativo dissipativo per mantenersi germinabili nel tempo, e che detto ciclo ha una efficienza che varia nel corso di 18,6 anni.

Al centro dei quali, possono aversi delle crisi alimentari e delle carestie, a ragione di una ridotta germinabilità dei semi, in particolare quando le temperature si mantengono basse; il ché riduce i processi della fase cumulativa, come pure quelli della fase dissipativa successiva, in quanto quelli dissipativi non possono aver luogo prima di quelli cumulativi corrispondenti.

Dopo, da questo, ho messo a punto una procedura, secondo la quale i semi non vanno tenuti a temperatura bassa, durante la fase cumulativa che precede la semina, la quale va eseguita in fase dissipativa, o meglio ancora poco prima del suo inizio. Ciò fa aumentare, in misura significativa, il potere germinativo nei semi, e quindi la quantità e la qualità dei raccolti.

Procedura da raccomandarsi in particolare durante gli anni in cui i semi hanno meno possibilità di recuperare germinabilità.

L’agricoltore che applicasse correttamente la procedura consigliata, durante gli anni in cui il ciclo ha bassa efficienza, godrebbe di un reddito maggiore, in quanto troverà allora prezzi di mercato più elevati, rispetto agli anni in cui il ciclo ha alta efficienza e i raccolti sono abbondanti.

1 - il potere germinativo dei semi

2 - Termodinamica inclusiva.

Premessa.

Voglio qui dare la mia interpretazione della fisica dei fenomeni studiati. È inteso che questa mia interpretazione può essere confermata o modificata da altri ricercatori.

Interpretazione.

Dal modo in cui io riesco a sfruttare il ciclo cumulativo dissipativo dei semi, per ottenere l'aumento dei raccolti, postulo l'esistenza di una forza, dovuta al movimento, qui chiamata “forza d”, fino ad oggi non considerata. Io ragiono come se inclusa nel contesto delle altre forze.

Forze conseguenti.

Mentre la gravità è conseguente della materia attorno, la “forza d” è conseguente del movimento rispetto a dell’altra materia. La prima determina il movimento, la seconda lo sfrutta. La “forza d” differisce dalla gravità in almeno cinque punti, uno dei quali da confermare, come vedremo tra poco.

Le due forze conseguenti, gravità e “forza d”, non comportano degrado di energia quando vengono generate, né quando inducono dei processi.

Per esempio, questo può succedere quando a determinare il movimento è la gravità, e a sfruttarlo è la “forza d” (sua “sorella”). Come nel caso dei semi fermi rispetto alla Terra, ma in movimento relativo rispetto alla Luna.

Due processi alternati.

Nel caso della “forza d”, questa appare poter indurre nelle molecole due processi termodinamici in alternanza, in due fasi. Dell'energia, sotto forma di calore, viene prima presa in prestito in fase cumulativa; ma nella fase dissipativa seguente, essa viene restituita. Il calore sarebbe usato, temporaneamente, nel cambio delle energie delle configurazioni molecolari, nei due sensi, in alternanza, giusto per rendere possibili i due processi opposti.

Nella prima fase della procedura, c'è un processo di peggioramento, si forma del caos; paradossalmente ciò innesca il processo di auto-organizzazione. Se coordinati, detti processi possono far diminuire l'entropia nel sistema, creando dell'ordine, senza degrado finale di energia.

Caratteristiche della “forza d”.

Come prima detto, gravità e “forza d” sono ambedue “forze conseguenti” della distribuzione della materia nello spazio.

Tuttavia, la “forza d” si differenzia dalla gravità per quanto riguarda:
(1) la formula (la sua intensità diminuisce con la distanza elevata al cubo);
(2) la discontinuità estremamente più grande (si esprime in valori critici di velocità angolare; pertanto, essendo tutto in movimento rispetto a dell'altra materia, essa agisce solo durante brevi episodi d'interazione; si suppone che ciò sia conseguenza dei livelli discontinui di energia delle configurazioni molecolari);
(3) i suoi effetti sono condizionati da scambi di calore contestuali e coerenti con la fase, o in accumulo (quando i valori di velocità stanno aumentando), o in dissipazione (quando essi stanno diminuendo);
(4) la funzione (agirebbe sulle energie configurazionali delle molecole).

Come quinta differenza, l'intensità del campo magnetico appare modificarne l'azione.

A causa dei suoi limiti operativi, la “forza d” produrrebbe allora effetti solo in pianeti aventi le rare caratteristiche che ha la Terra.

Le missioni sulla Luna e su Marte potrebbero darci la risposta.

2 - termodinamica inclusiva

3 - Altro fenomeno attribuito alla “forza d”.

Considero i semi essere al vertice di tutto quello che, a valle, permette la vita sulla Terra. Questa semplice osservazione mi ha spinto a considerare la possibilità che anche l’acqua, essa stessa in tale vertice, riesca a mantenere bassa la propria entropia, grazie ai processi cumulativi-dissipativi.

In seguito ad una mia ricerca per appurare questa ipotesi, io sono arrivato alla conclusione che la “forza d”, generata dal movimento rispetto ad altra materia, permette i processi in questione anche nell'acqua. Inoltre causerebbe il fenomeno delle maree, per variazione della densità dell'acqua, e perciò per variazione del suo volume. Ciò andrebbe a risolvere almeno quattro incoerenze fondamentali nella relativa teoria corrente.

Essendo l'acqua un liquido, le sue molecole sono in moto le une rispetto alle altre. Allora, i processi cumulativi dissipativi, dipendenti dal moto e da scambi di calore, vi possono aver luogo durante brevi sequenze, in qualsiasi momento, non durante lunghi periodi alternati, come invece succede nei semi, quando fermi rispetto alla Terra.

Questo fatto rende tali processi diffusi, ma nascosti all'occhio nudo, per mancanza di contrasto, salvo in momenti particolari, meglio se osservati in località - veri osservatori astronomici - ove i fenomeni sono amplificati.

3 - le maree

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La “forza d” come segreto della vita sulla Terra.

La Terra è un pianeta provvisto tra l'altro di una luna, sufficientemente massiccia e ancora vicina, che fornisce la “forza d” necessaria, grazie al suo movimento relativo, per esempio rispetto ai semi fermi sul terreno.

Inoltre, il nostro pianeta è provvisto di un adeguato campo magnetico, che, come prima detto, potrebbe rivelarsi essenziale nelle interazioni di questa forza, dovuta al movimento.

Se questa ipotesi venisse confermata, su Luna e Marte, senza campo magnetico adeguato, non potrebbero aver luogo i processi che questa forza permette.

Stabilire delle fattorie sulla Luna e su Marte, come qualcuno già conta di fare, potrebbe allora presentare problemi di difficile soluzione.

Non c'è la Terra B.

Senza degradare energia, la “forza d” permette di abbassare l'entropia nei semi, come pure nell'acqua, entrambi al vertice di quello che permette le condizioni per la vita.

Tutto questo con implicazioni quanto allo status della Terra, come unico posto, per quanto riguarda noi terrestri, ove può svilupparsi la vita. In altri termini, come giustamente viene detto, non c'è un Pianeta B.

Allo stadio attuale della ricerca.

Secondo la mia opinione, una volta che altri avranno controllato quanto da me affermato, detta forza è destinata ad aprire nuovi campi di indagine. In particolare per quanto riguarda il potenziale collegamento tra tutte le forze conosciute, in una equazione unica.

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quattro incoerenze; crisi alimentari e carestie; osservazioni ed esperimenti;

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