Processi cumulativi dissipativi.

Essi permettono la riduzione di entropia senza degrado di energia. Essi utilizzano una forza conseguente, attivata dal movimento angolare rispetto ad altra materia, e da scambi di calore, prima prestati, quando detto movimento aumenta, e poi restituiti, quando detto movimento diminuisce. Quasi sempre, essi si manifestano solo durante brevi episodi d’interazione, perché sono indotti solo a velocità angolari critiche.

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In varie parti di questo sito, il lettore troverà le ragioni di quanto sto per dire, in osservazioni ed esperimenti, in merito ai processi cumulativi-dissipativi.

Peculiarità dei processi cumulativi-dissipativi.

Come già detto nel prologo, i processi cumulativi-dissipativi si manifestano con caratteristiche peculiari, così tanto, che è come se dessero la loro firma, non confondibile.

Essi sono eseguiti da una forza conseguente, data dal movimento rispetto ad altra materia, operativo a velocità angolari critiche, quindi quasi sempre solo durante brevi episodi d'interazione, quando accompagnati da scambi contestuali di calore, coerenti con detto movimento.

I processi cumulativi possono essere indotti quando detto movimento è in aumento, e vi sono scambi di calore in accumulo.

I processi dissipativi possono essere indotti quando detto movimento è in diminuzione, e vi sono scambi di calore in dissipazione.

Dell'energia prima presa in prestito, poi restituita.

In fase cumulativa, dell’energia, sotto forma di calore, viene presa in prestito; le molecole tendono ad assumere configurazioni di più alta energia, e meno uniformi tra di loro, creando disordine provvisorio.

In fase dissipativa, l’energia, prima presa in prestito in fase cumulativa, viene restituita; le molecole allora tendono a cadere su configurazioni di più bassa energia, e più uniformi tra di loro.

Effetto.

Alla fine di questo doppio processo, il bilancio neghentropico è positivo. L’entropia è diminuita.

Durante la fase dissipativa, le configurazioni molecolari si uniformerebbero su pochi livelli di ridotta energia, in una specie di reset, di auto-organizzazione.

Diminuzione di entropia, senza degrado di energia.

Quando il movimento – quello che induce i processi cumulativi dissipativi - è determinato dall’altra forza conseguente, la gravità, vi è diminuzione di entropia, senza degrado di energia, raggirando la seconda legge della termodinamica.

È un cambio di paradigma. Nei casi considerati, i processi dissipativi, introdotti da Ilya Prigogine, vengono preceduti da scambi di calore in fase cumulativa.

Sulla base della diversa tendenza dei processi.

Come detto sopra, a ragione delle diverse tendenze dei processi nelle due fasi, l’aumento di entropia (peggioramento), in fase cumulativa, è più che compensato da una sua maggiore diminuzione (miglioramento), nella sua successiva fase dissipativa.

Per paradosso, entro certi limiti, i processi cumulativi danno origine ad opportunità per creare più ordine, durante la successiva fase dissipativa. In pratica, la fase cumulativa si rivela essere funzionale a quella dissipativa.

In altri termini, è la giusta variazione di temperatura, in accordo con le due fasi del ciclo, che fa diminuire l’entropia.

Diversamente da come succede in un casinò.

In un casinò, si vince poco o tanto, dipende dalla posta in gioco (il calore), giocata al momento giusto del ciclo. Salvo quando la posta in gioco è, o troppo bassa, o troppo alta. Allora si perde.

Nei processi cumulativi-dissipativi, conoscendo le condizioni, si può intervenire per aumentare ulteriormente le probabilità di diminuire l'entropia, come succede nello “esperimento E”, grazie al quale si ha aumento di capacità germinativa dei semi, come pure, dopo, di conseguenza, aumento dei raccolti.

Evoluzione.

Così, come già detto, grazie ai processi cumulativi-dissipativi, si ha diminuzione di entropia senza degrado di energia.

Il vantaggio si riversa poi su tutti gli esseri viventi, permettendo l'evoluzione delle varie forme di vita qui sulla Terra. Fatto altrimenti non spiegabile.

Tutte le condizioni necessarie, affinché questi processi possano aver luogo sono presenti sulla Terra.

Anche un adeguato campo magnetico sarebbe tra le condizioni necessarie. Da confermare in esperimenti da eseguire, per esempio, su Marte e/o sulla Luna.

Riguardo ai processi cumulativi-dissipativi.

L'interpretazione dei risultati da me ottenuti trova difficoltà ad essere accettata dal momento in cui - a seguito di osservazioni ed esperimenti - mi sono visto costretto a postulare che i processi cumulativi-dissipativi nei semi e nell'acqua sono indotti da una forza, non ancora considerata, conseguente del movimento angolare rispetto a dell'altra materia, se accompagnata da scambi di calore coerenti con la tendenza di detto movimento.

“Forza d”.

Come già detto, a date condizioni, il movimento angolare della materia rispetto ad altra materia mostra di agire come una forza che produce degli effetti, in particolare i processi cumulativi-dissipativi, quando vi sono anche gli scambi termici coerenti con il movimento.

Questa forza viene da me chiamata “forza dovuta al movimento angolare rispetto a dell'altra materia”, o “forza d” per brevità.

La “forza d” opera in coppia con la gravità. Mentre la gravità è conseguente dell’interazione con la materia che è attorno, la “forza d” è conseguente del movimento angolare rispetto ad altra materia.

La “forza d” può operare solo a velocità angolari critiche, e quindi solo durante brevi “episodi d'interazione”. E questo, come già detto, solo se ci sono anche gli scambi di calore coerenti con quel movimento.

Tra le caratteristiche della “forza d”, c'è il fatto che essa diminuisce la sua intensità in ragione della distanza delle molecole, oggetto di osservazione, da una massa di materia, rispetto alla quale esse si muovono.

La sua formula – da definirsi - è di certo molto diversa da quella della gravità.