Effetti del movimento della Luna su semi e maree.

Prologo.

È stato scoperto che il movimento angolare della Luna causa i processi cumulativi-dissipativi nei semi. Detti processi, se ben coordinati, fanno aumentare il potere germinativo dei semi, e di conseguenza i raccolti, nell’ordine da almeno il 30 al 50 per cento. Essi favoriscono l’apparato radicale, che va più in profondità, così utile in caso di siccità.

Detti processi causano anche il fenomeno delle maree, variazione ciclica della densità dell’acqua, come vedremo più avanti in questa pagina. In tal modo, diventa ancora più chiara l'assurdità di aver attribuito questo fenomeno all'attrazione, al prezzo di escogitare una seconda formula valida solo per le maree, ove la distanza viene elevata al cubo, di contro a quella normale, ove la distanza viene elevata al quadrato.

Non escludo che i processi cumulativi dissipativi possano essere operativi anche in altri ambiti / sistemi.

I processi cumulativi-dissipativi risolvono un altro enigma della fisica. Essi permettono la diminuzione di entropia senza il degrado di energia, rendendo così possibile l’evoluzione, nonostante la seconda legge della termodinamica.

Avvertimento.

Il lettore è avvisato che al presente non esiste ancora una “peer review” per questo nuovo argomento. Ce ne sarà solo dopo che altri ricercatori avranno eseguito le dovute osservazioni ed esperimenti.

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edizione 22.0 - 2022-04-14

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Processi cumulativi-dissipativi

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Detto in breve.

Scoperta ed applicazione.

Tutto è partito dalla scoperta di come i semi mantengono la loro capacità germinativa a lungo, grazie ai processi cumulativi-dissipativi, intesi come scambi di energia, prima in accumulo, poi in dissipazione, quando indotti in accordo con il movimento angolare rispetto ad altra materia, come vedremo. Per un seme fermo rispetto alla Terra, il movimento è rispetto alla Luna.

Esempio: esito di un raccolto, a partire da due gruppi di semi (5+5), della stessa qualità, tenuti a due temperature differenti nella fase cumulativa (periodo d-a). La semina ha avuto luogo il 7 aprile 2005, il giorno che precedeva l’inizio della fase dissipativa (a-b).

Questo grafico indica la velocità angolare oraria del recupero del ritardo della Luna, nel suo giro attorno alla Terra, definito in 86400 deltini, ed eseguito in un mese siderale.

Modalità peculiari.

I processi cumulativi-dissipativi si manifestano in modi così peculiari, che è come se avessero una loro firma.

Essi permettono la riduzione di entropia senza degrado di energia.

Essi utilizzano una forza conseguente, attivata dal movimento angolare rispetto ad altra materia, e da scambi di calore, prima prestati, quando detto movimento aumenta, e poi restituiti, quando detto movimento diminuisce. Quasi sempre, essi si manifestano solo durante brevi episodi d’interazione, perché sono indotti solo a velocità angolari critiche.

Due enigmi della fisica.

I processi cumulativi dissipativi vanno a risolvere due problemi della fisica, che erano in attesa di soluzione.

Primo problema.
Evoluzione e seconda legge della termodinamica.

Ci sono due teorie importanti supportate da prove, ma che ci danno due conseguenze opposte. Un vero enigma, in attesa di soluzione da circa 150 anni.

C’è la teoria dell’evoluzione, per la quale, nel corso della storia della Natura, c’è stato un progressivo sviluppo e miglioramento nelle piante e negli animali.

Questa teoria deve però fare i conti con la seconda legge della termodinamica, secondo la quale tutti i processi vengono eseguiti a spese del degrado delle energie che esistono nell’universo.

Quasi ogni miglioramento, ogni diminuzione di entropia, è individuale, a spese di qualcosa d’altro. Ciò dovrebbe comportare l’involuzione generale delle forme di vita, in forme sempre meno complesse, fino a quello che viene chiamata “la morte del calore”, quando non ci sarà più energia per nessun processo.

Come si dice: o ha ragione Darwin, o Clausius. Non tutti e due. I processi cumulativi dissipativi li mettono ora d’accordo.

In effetti, detti processi portano ad un miglioramento, senza che dell’energia venga degradata. L’energia sotto forma di calore che viene utilizzata nei processi, viene presa in prestito nella fase cumulativa del ciclo, ma restituita nella successiva fase dissipativa.

Alla fine delle due fasi del ciclo l’entropia si trova diminuita, senza degrado di energia, raggirando la seconda legge della termodinamica, rendendo possibile così l’evoluzione.

Le due teorie sono ora da me considerate compatibili, grazie ai processi cumulativi-dissipativi, veri motori che rendono i bilanci neghentropici positivi.

Secondo problema. Teoria delle maree rivisitata.

Circa 330 anni fa, piuttosto di ammettere di non conoscere la causa delle maree, hanno deciso di attribuirla alla gravità, al costo di dover introdurre una seconda formula valida per l’attrazione, specifica per le maree, accanto a quella normale, valida per tutto il resto.

Così hanno affermato che non è il Sole che attira le acque dei nostri mari circa 178 volte più di quella che fa la Luna, come sarebbe secondo la formula normale dell’attrazione. E che sarebbe la Luna ad attrarle in media 2,17 volte più di quello che fa il Sole.

Tutto questo in dispregio della regola fondamentale, per la quale il libro della Natura è scritto in caratteri matematici, come già prima aveva affermato Galileo Galilei. Caratteri corretti, non falsi.

Vedremo come invece il fenomeno delle maree è dovuto alla variazione della densità dell'acqua, grazie ai processi cumulativi-dissipativi, indotti dal movimento rispetto a Luna e Sole.

Le prove per la soluzione del secondo problema.

Le prove sono state raccolte in una specie di osservatorio astronomico naturale, nei momenti in cui c’è una combinazione di variabili, che amplifica la generazione locale del fenomeno. Le più importanti sono: (1) quando il movimento di acqua non stagnante è ridotto; e (2) quando il movimento della Luna si muove ad una velocità angolare critica, per un tempo prolungato (quasi sempre ai punti a, b, c, d del calendario).

Si formano allora delle protuberanze d’acqua, disposte in modo più o meno regolare. Nei luoghi ove il fenomeno della generazione della marea è amplificato, esso prende la forma di protuberanze,

o perfino di quello che io chiamo “onde di densità”.

L110318u1059

Il fenomeno “onde di densità” del filmato ha avuto luogo il 18 marzo 2011, al punto c del calendario, alla velocità angolare critica di deltini 139,4/hr.

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Una ricerca da concludere.

Quanto da me trovato deve essere confermato da altri ricercatori. Poi, questa ricerca è tutt'altro che compiuta. Io sono da solo, e ci sono ancora grandi aree da definire, per esempio la lista delle velocità angolari critiche alle quali i processi cumulativi-dissipativi vengono eseguiti.

Tuttavia, quest'ultima difficoltà può essere colta da altri come una opportunità, come un incentivo ad adottare questa ricerca per completarla, visto la mia età (sono nato nel febbraio del 1943).

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