Percezione delle figure d'acqua.

Le figure d'acqua passano di solito inosservate, salvo per chi è abituato a vederle.

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1 - Percepire le figure d'acqua ordinarie.
2 - Percepire le onde di densità.
3 - Sui problemi di percezione delle figure d'acqua.

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Percepire le figure d'acqua ordinarie.

Di norma, queste forme, qui chiamate “figure d'acqua”, sfuggono alla nostra attenzione. Salvo per chi sia già a conoscenza del fenomeno, e sia esercitato a vederle. Ciò vale per quelle ordinarie.

Ciò che non è necessario non impegna la nostra attenzione.

E' possibile che le figure d'acqua ordinarie restino di norma non percepite, quando non ci sono motivi per percepirle. Che invece io avevo.

In vero, le figure in questione sono degli oggetti che possono essere ignorati senza conseguenze. Esse sono in concorrenza con altri oggetti, più importanti per la nostra vita, e che già tengono impegnata la nostra attenzione, una risorsa limitata, giacché limitato è il tempo a nostra disposizione.

Esercitare la mente a vederle.

Uno dei modi per educare la mente a percepirle, è di abituarsi a farci caso, almeno quelle ordinarie. Per gli esempi delle “figure facili” (vedere esempi di figure ordinarie a pagina 2.3.5).

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Percepire le onde di densità.

Le onde di densità possono essere percepite, ma solo se viste in foto o filmati.

Figure d'acqua difficili da percepire.

Quando le figure d'acqua prendono la forma di onde di densità, esse sfidano il nostro modo di ragionare. Quando viste nel contesto (in presenza, con tutti i nostri sensi), esse non sono percepite correttamente.

La nostra mente tende a non accettare di vedere cose inusuali, considerate, ad un basso livello di esperienza, del tutto improbabili.

Osservazione per sottrazione d'informazioni.

Accettare di vedere un fenomeno strano, del quale non conosciamo niente, sembra più facile se l'osservazione paradossalmente ha luogo per sottrazione d'informazione, indirettamente, fuori contesto.

Attraverso foto, o filmati, o monitor, e quindi con meno informazioni, la nostra percezione diventa meno reticente, meno restrittiva.

In tal modo, la soglia di non percezione si abbassa. Benché non nello stesso modo e nella stessa misura per tutti. Dipende dalla mente di ciascun individuo, in rapporto alla acquisita accettazione del fenomeno.

Con meno informazioni, la realtà osservata sarà parziale; ma diversamente, l'interpretazione verrebbe deviata su di una categoria conosciuta. In questo caso, di solito, sull'oggetto conosciuto come “onda”.

Le onde di densità.

Le figure d'acqua possono prendere le forme di protuberanze, visibili agli “iniziati” dopo che hanno preso forma. Ma non all'inizio, nel momento di formarsi.

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Al momento di essere generate, le onde di densità non sono percepite direttamente, probabilmente perché sembrano non essere causate né dal vento, né dal passaggio di un natante, né da altro.

Hanno delle caratteristiche differenti da quelle ordinarie. Tra onde ordinarie e onde di densità, sono già state individuate sette differenze (vedere a pagina 2.3.6).


Due esempi di onde di densità.

Due esempi di onde di densità, di quando una persona, con una data esperienza, recepisce tutte le informazioni del contesto, e le ritiene improbabili.

Allora, non si riesce a percepirle direttamente. Ma su di un film, si.

Onde di densità intermittenti.

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Rete di protuberanze accordate quasi all'unisono.

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Se non si riesce a percepire le onde di densità in un film, si deve insistere più volte; in casi disperati, sospendere, e riprendere in più sessioni.

Per fare un filmato sulle onde di densità.

Se qualcuno poi volesse fare un film sulle onde di densità, è avvisato di filmare quando esse sono più probabili (vedere le variabili), per un tempo lungo, anche se al momento non vede niente d'interessante.

In altri termini, ciò che si vede filmando, potrebbe non essere quello che poi si potrà vedere dal film.

Invero, ad una mente educata al fenomeno, il monitor della cinepresa rivela in parte cosa sta per succedere.

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Sui problemi di percezione delle figure d'acqua.

Noi interpretiamo la realtà sulla base delle nostre conoscenze.

Le possibili ragioni.

Propongo qui quattro possibili ragioni, in via del tutto provvisoria, in attesa che degli specialisti, che operano nel campo della percezione, possano chiarire il fenomeno.

Ciascuna delle ragioni addotte potrebbe fornire solo un aspetto del problema, senza per questo escludere di necessità le altre.

Sulla base di quello che conosciamo.

In generale, quando dei segnali visivi si presentano all'occhio direttamente, integrate assieme vanno anche le informazioni sull'ambiente. La nostra mente cerca di spiegarsi quello che vediamo, sulla base dell'esperienza, per formulare delle ipotesi. Noi si vedrebbe una possibile interpretazione della realtà, sulla base delle categorie da noi già conosciute.

Quanto detto dovrebbe essere in accordo con la teoria della percezione della scuola di Gregory (1970).

Se un'interpretazione plausibile non è possibile.

Per poter percepire le onde di densità dal vivo, in mancanza di vento, e in assenza di movimento di natanti, bisognebbe avere una mente disposta ad accettare di vederle come onde spontanee, ovvero che si sviluppano senza cause apparenti.

Per una mente normale, ciò potrebbe non essere possibile. In tale caso, la mente censurerebbe ciò che non può essere spiegato.

Viste in un filmato.

Se le onde di densità vengono viste in un filmato, in difetto delle informazioni di contesto, queste vengono fornite dalla nostra mente in forma di presunzioni, implicite, e perfettamente plausibili.

Paradossalmente, con meno informazioni, in seguito a questa operazione mentale, la mente trova meno problemi ed in qualche misura accetta di vederle come onde.

Il filmato visto come fosse truccato.

La ragione potrebbe anche essere che, ormai, si sa che in una foto, o in un filmato, ci possono essere dei trucchi, che quello che vediamo in un film può non corrispondere al vero.

Nell'accettare di vedere, non c'è rischio di dover mettere in dubbio quello che abbiamo il piacere di conoscere già.

Nel vedere un film, la soglia della censura si abbassa. Con differenze da persona a persona.

Per contro, se lo stesso fenomeno viene visto direttamente, dal vivo, con tutte le informazioni del contesto, la censura s'imporrebbe in favore di una interpretazione plausibile, sia pure falsa.

Detta procedura mentale è utile; almeno, sul breve termine. Diversamente, non si sarebbe più protetti, ma costretti ad avanzare dei dubbi sulle proprie conoscenze, con il rischio di distoglierci dal concreto del nostro operare quotidiano.

Il contributo del mezzo fotografico.

Non posso escludere del tutto un contributo del mezzo fotografico, il quale potrebbe far vedere dei particolari, che dal vivo ci sfuggono.