Forza d.

La disposizione della materia nello spazio ha come conseguenza, due forze, chiamate “forze conseguenti”: la gravità, e quella attivata nelle molecole dal loro movimento, rispetto a dell'altra materia.

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La “forza d”, dovuta al movimento angolare.

Chiamo “forza d” la “forza dovuta al movimento angolare rispetto a dell'altra materia”.

Infatti, essa è attivata nelle molecole dal loro movimento, rispetto a dell'altra materia, a dei valori critici di moto angolare, specifici per ogni molecola, purché nello stesso tempo vi siano anche scambi di calore coerenti con il movimento.

Lo si può capire eseguendo le osservazioni e gli esperimenti sui semi descritti nell'itinerario 1.2, il tutto messo a profitto con la procedura di semina proposta nell'itinerario 1.1, intesa ad aumentare i raccolti.

La generazione delle due forze non implica degrado di energia, né per la gravità, né per la “forza d”.

Caratteristiche della “forza d”.

E precisamente, la “forza d” si differenzia dalla gravità per quanto riguarda:
(1) la formula (da definire);
(2) la discontinuità estremamente più grande, di fatto operando in valori critici di velocità angolare;
(3) i suoi effetti sono condizionati da scambi di calore contestuali e coerenti con la fase, o in accumulo, se la velocità sta aumentando, o in dissipazione, se la velocità sta diminuendo;
(4) la funzione (agirebbe sulle energie configurazionali delle molecole).

Come quinta differenza, l'intensità del campo magnetico appare modificarne l'azione. Senza di esso, la “forza d” potrebbe non operare. Le missioni sulla Luna e su Marte potrebbero darci la risposta.

Valori discontinui critici di moto angolare.

Il moto angolare della materia viene utilizzato dalle molecole come forza, a dei valori discontinui critici, durante brevi episodi d'interazione, nei cicli cumulativi-dissipativi.

Criticità dei valori.

Non escludo che la criticità di detti valori di velocità angolare possa essere relativa alle possibili variazioni di energia configurazionale, permesse in dette molecole.

Quanto appena detto non è né strano, né inverosimile; invero, quello è il modo normale con il quale la Natura mostra di agire: scambiare pacchetti, ciascuno avente un valore preciso, non qualsiasi, discontinuo e critico, in un contesto ove la legge viene data in termini di probabilità.

La “forza d” è universale.

È mia convinzione che la “forza d” faccia parte delle leggi fisiche universali, ma essa trova la sua applicazione unicamente nei pianeti ove sono presenti tutte le condizioni necessarie, tra l'altro una luna massiccia e vicina, un campo magnetico adeguato, ed una variazione giornaliera della temperatura.

Attualmente, la Terra è uno di questi pianeti, forse l'unico. Senz'altro, nella pratica, per noi, esso è come fosse l'unico.

Potremmo quasi parlare di “termodinamica riservata” per sistemi simili a quello della Terra, sistemi a due corpi, che, muovendosi una rispetto all'altro, generano “forza d”, abbastanza forte.

La Luna, pur vicina, rimane senza vita in quanto essa non è provvista di un campo magnetico adeguato.

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Altra condizione: il magnetismo.

La “forza d” sembra poter esistere solamente se in un contesto magnetico appropriato. In tutti i casi, il magnetismo c'entra in qualche modo.

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