1.3.1 Secondo la termodinamica a senso unico.

Tutti i processi comportano una diminuzione di energia in forma utile, fino al degrado di tutte le energie, la “morte del calore”, quando nessun processo sarà più possibile.

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prologo > indice semi > 1.3 Interpretazione dei fenomeni.

>1.3.1 Secondo la termodinamica a senso unico.
1.3.2 Una questione di fondo già posta.
1.3.3 Per una termodinamica bidirezionale.
1.3.4 Forze conseguenti.
1.3.5 Il ciclo di germinabilità - dal caos all'ordine.
1.3.6 La “forza d” come segreto della vita sulla Terra.

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Termodinamica a senso unico, o unidirezionale.

Per questa ragione, io chiamo la termodinamica attuale, come oggi definita, “termodinamica a senso unico, o unidirezionale”. Essa si basa su un concetto chiave, quello di entropia.

In un modo semplice di porre l'argomento, si può dire che l'entropia indica la probabilità della condizione di un organismo (che può essere un animale, un seme, o una pianta), nel corso della sua esistenza, di procedere dall’ordine al disordine, dall'utile al non utile, verso una condizione degradata, fino alla sua fine.

Trattasi di probabilità che tende ad aumentare, ma che, per il singolo organismo, può anche diminuire, grazie a scambi con l'ambiente esterno, a spese però di questo.

Ogni scambio inteso a diminuire l'entropia a favore di un organismo, in contro-tendenza, comporta degrado dell'energia, disponibile in forma utile, all'esterno di quell'organismo.

La “morte del calore”.

Coerentemente con quanto appena detto, ne consegue che ad ognuno di questi scambi, lo stock disponibile delle energie nell'universo, tende ad assumere forme degradate, fino ad una condizione comunemente chiamata “morte del calore”, quando non vi sarà più energia in forma utile per nessun processo.

In questa termodinamica a senso unico, l'entropia non può che aumentare, nel complesso del sistema Universo. Ogni diminuzione di entropia può essere solo locale, ed avviene a spese dell'energia complessiva che esiste. Dopo che un lavoro è stato eseguito, ci sarà meno energia disponibile.

Ci sarebbe insomma un biglietto di solo andata, che ci porterebbe inesorabilmente verso la “morte del calore”, quando non saranno più possibili processi vitali.

È in base a questo discorso logico che Einstein ebbe a dire che la seconda legge della termodinamica doveva essere considerata eterna.

In conclusione.

In definitiva, tutte le energie dell'Universo si starebbero degradando, in un processo continuo di utilizzo, senza eccezione, fino all'appiattimento terminale del differenziale di energia a zero.

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