1.3.5 Il ciclo di germinabilità - dal caos all'ordine.

Il bilancio neghentropico del ciclo cumulativo-dissipativo è positivo. Ciò non viene eseguito in contrasto con la seconda legge della termodinamica, ma grazie a dei processi in cui essa viene raggirata.

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Interpretazione dei fenomeni.

1.3.1 Secondo la termodinamica a senso unico.
1.3.2 Una questione di fondo già posta.
1.3.3 Per una termodinamica bidirezionale.
1.3.4 Forze conseguenti.
>1.3.5 Il ciclo di germinabilità - dal caos all'ordine.
1.3.6 La “forza d” come segreto della vita sulla Terra.

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I semi, strutture cumulative-dissipative.

Gli esiti della procedura paradossale (esperimento E), intesa ad aumentare la capacità germinativa dei semi, è la prova che essi sono delle strutture cumulative-dissipative.

Si chiama procedura paradossale perché genera prima disordine, al fine di facilitare alla fine il ripristino dell'ordine.

Il ciclo cumulativo-dissipativo nei semi.

Il ciclo finalizzato a mantenere nel tempo i semi germinabili avviene in due fasi, con l'azione combinata della “forza d”, e dell'energia sotto forma di calore.

Dapprima, i semi aumentano la loro velocità angolare rispetto ad altra materia, mentre contestualmente accumulano calore.

Poi, i semi diminuiscono la loro velocità angolare rispetto ad altra materia, mentre contestualmente dissipano calore.

Fase cumulativa (energia presa in prestito).

In fase cumulativa, l'energia sotto forma di calore viene presa in prestito. Questo andrebbe ad aumentare l'energia configurazionale delle molecole di acido grasso nei semi.

I processi di tipo cumulativo vengono eseguiti in più episodi successivi, a diversi valori critici di velocità angolare. Le molecole tenderebbero così a differenziarsi tra di loro, su molti livelli di energia configurazionale. Ciò crea una condizione di disordine, di caos.

Gli acidi grassi dei semi diminuiscono la loro fluidità; i semi diminuiscono il loro potere germinativo.

Fase dissipativa (energia restituita).

Secondo la mia interpretazione degli esperimeti, l'esecuzione dei processi dissipativi è più agevole e pronta di quella dei processi cumulativi. Inoltre, il risultato è più stabile.

Durante, la fase dissipativa successiva, la “forza d” uniformerebbe le configurazioni molecolari degli acidi grassi dei semi, su pochi livelli di energia ridotta, in una specie di reset, una auto-organizzazione.

Ciò succederebbe nel corso di pochi episodi validi d’interazione della fase dissipativa, in accordo con pochi valori critici di ridotta velocità angolare rispetto ad altra materia.

Le nuove configurazioni molecolari richiedono meno energia. Quella che risulta in eccesso viene restituita, sotto forma di calore, per dissipazione verso l'esterno, contestualmente.

In altre parole, l'energia di configurazione, delle molecole di acido grasso dei semi, viene trasformata in energia sotto forma di calore, e quindi tornata all'ambiente per dissipazione.

Alla fine, gli acidi grassi dei semi diventano più fluidi, perché più uniformi nelle loro configurazioni molecolari. Mentre la capacità germinativa dei semi risulta aumentata.

Efficienza.

Questa auto-organizazione è tanto più efficace, quanto maggiore la percentuale di molecole coinvolte nella dissipazione, e quanto più ridotte sono state le velocità angolari critiche della Luna utilizzate in fase dissipativa.

Diminuzione di entropia, senza diminuzione dell'energia disponibile.

Insomma, alla fine dei due processi opposti, si ha diminuzione di entropia, con riformazione di un ordine precedente, senza consumo di energia.

Volendo esprimere ciò con un'immagine, è come se un edificio, deteriorato a causa del passaggio del tempo, venisse scomposto in mattoni, prima di ricostruirlo ex-novo con gli stessi mattoni, senza che tutto ciò comporti degrado di energia, perché fatto grazie ad una forza conseguente.

Riconoscimento.

Per diverse mie proposizioni in questo sito, io sono debitore a quanto espresso da I. Prigogine et al., circa le strutture dissipative, ed i fenomeni che si produrrebbero a partire da condizioni lontane dall'equilibrio.

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